Studio Dentistico Michele D'Amelio

Orario: : da lunedì a giovedì 9-13 15-19, venerdì 9-17
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Paura del Dentistia


Come posso superare la paura?


Molti pazienti purtroppo, soprattutto per brutte esperienze passate, hanno molta paura del dentista. Abbiamo però a disposizione varie tecniche e strumenti che ci consentono di trattare il paziente portandolo ad uno stato di rilassamento.

La sedazione cosciente con protossido di azoto è lo strumento più efficace che può essere utilizzato. Si tratta di un gas a base di ossigeno e protossido di azoto che, erogato in modo sicuro da una macchina specifica, porta gradualmente il paziente a non provare più paura e a sentirsi assolutamente rilassato. Il protossido non è tossico, viene utilizzato anche con i bambini e l’effetto scompare totalmente al massimo dopo cinque minuti dalla fine della somministrazione. Scopri di più cliccando qui.

Molte persone hanno paura dell’ago e dell’anestesia. Il nostro studio dentistico di Venezia Mestre è dotato dell’ anestesia computerizzata, un’attrezzatura che eroga l’anestetico con pressione al di sotto della soglia del dolore, eliminando qualsiasi dolore o fastidio causato dall’ ago. Scopri di più cliccando qui.

Le cure del dentista fanno male?


Dire che le terapie odontoiatriche siano tutte prive di fastidi per il paziente non sarebbe corretto. La bocca e i denti sono strutture molto sensibili e riccamente innervate. Certamente le moderne tecniche anestesiologiche, i dispositivi per togliere la paura e l’approccio moderno col paziente riducono al minimo i fastidi.

Si può fare l'anestesia totale per mettere gli impianti?


Certamente, l’anestesia generale in ambito odontoiatrico è indicata soprattutto per gli interventi chirurgici. Non si può fare in uno studio dentistico, ma in una sala operatoria attrezzata, con la presenza di un anestesista.

Normalmente però non è necessaria l’anestesia totale; gli interventi possono essere eseguiti in studio dentistico con la semplice anestesia locale. In caso di eccessiva paura da parte del paziente si può sedarlo con farmaci o con l’utilizzo di un gas (protossido di azoto), che mantengono comunque il paziente rilassato e cosciente. Non ha senso l’anestesia totale per le altre cure odontoiatriche per i rischi che comunque questa procedura comporta.


Sbiancamento dei Denti


Come si sbiancano i denti?


Lo sbiancamento dentale è un trattamento cosmetico che rende i denti più bianchi. Possono essere sbiancati solo i denti naturali, vitali o devitalizzati e non denti protesizzati o otturazioni. Il meccanismo dello sbiancamento si basa sulla liberazione di ossigeno da paste contenenti o perossido di idrogeno o perossido di carbamide. L’ossigeno disgrega i pigmenti che colorano il dente e lo schiarisce.

Lo sbiancamento si utilizza anche in discromie dovute a stati patologici (come ad esempio la fluorosi), causate dall’uso di tetracicline nell’infanzia, o da emorragie interne al dente.

I denti vitali possono essere trattati o in studio, in office bleaching, oppure fornendo mascherine e prodotto sbiancante al paziente che lo userà a casa secondo le indicazioni del dentista, walking bleaching.

Lo sbiancamento dei denti devitalizzati, che di norma ha ottimi risultati, si effettua in studio con l’inserimento della pasta sbiancante nel dente che, protetta da un’otturazione provvisoria , verrà rimossa ed eventualmente riapplicata la settimana successiva e fino a risultato ottenuto. Scopri di più sullo sbiancamento dei denti devitalizzati. Scopri di più cliccando qui.

Fa male sbiancare i denti?


Lo sbiancamento dentale non fa male e non indebolisce lo smalto, è indispensabile però una visita preliminare dal dentista che valuterà la situazione dei denti e soprattutto delle gengive. I denti non devono avere carie e le gengive non devono essere infiammate, ovviamente non deve esserci tartaro che impedirebbe l’effetto sbiancante.

Dopo lo sbiancamento bisogna evitare cibi e bevande colorate e non fumare per almeno 24-48 ore per non ricolorare subito i denti.

Quanto dura l'effetto dello sbiancamento nel tempo?


La durata dell’effetto è molto variabile e dipende da molti fattori quali l’igiene orale del paziente, le abitudini alimentari, il fumo, ecc.

In linea di massima un paio di anni è il tempo medio di durata, dopo di che lo sbiancamento può essere rifatto.

I denti sbiancati sono sensibili al freddo?


Può capitare che i denti sbiancati sviluppino un’ ipersensibilità al freddo che può essere ridotta dal dentista con prodotti che possono essere applicati direttamente sui denti o con dentifrici specifici. E’ poi buona norma evitare cibi troppo caldi o troppo freddi, cibi acidi, zucchero o sale in eccesso. Il fenomeno di solito regredisce spontaneamente in qualche giorno.


Implantologia


Cos'è un impianto?


È una radice artificiale cilindrica o conica in titanio che viene inserita dentro l’osso e sostituisce la radice di un dente mancante.

La superficie dell’impianto è di solito a vite ed è trattata con sabbiatura e/o mordenzatura acida; questi processi la rendono rugosa e fanno si che aumenti la superficie di contatto con l’osso. Il processo di intimo contatto fra osso e impianto prede il nome di osteointegrazione. Dopo l’inserimento si sutura di norma la gengiva al di sopra e si lascia il tutto sommerso per il tempo necessario.

L’impianto dopo tre-quattro mesi dall’inserimento viene scoperto. Si fa cioè una piccola incisione e se ne espone la testa all’ambiente orale. Sulla testa dell’impianto verrà poi, con varie metodiche, avvitato o cementato un dente finto.

Esistono moltissimi sistemi implantari. È buona norma dire al paziente che tipo di impianto sia stato inserito e consegnargli il passaporto implantare; questo è un documento che contiene la marca dell’impianto, il tipo, la data di inserimento e la componentistica utilizzata.

È preferibile che il dentista utilizzi impianti ben testati, confermati dalla letteratura scientifica internazionale ed utilizzati in tutto il mondo.

Fa male mettere un impianto?


Assolutamente no. Fatta l’anestesia la procedura di inserzione dell’impianto, in mani esperte, è rapida e indolore. Anche il post operatorio di norma è tranquillo, anche se possono insorgere lieve dolore, gonfiore e talvolta sanguinamento. I farmaci idonei e la consulenza h24 del dentista ridurrà l’incidenza di questi eventi.

Gli impianti quanto durano?


È difficile dirlo e nessuno può garantirli a vita. Chi lo fa segue motivi esclusivamente commerciali. La durata degli impianti dipende da molti fattori, qui sotto vi riportiamo i più importanti:

  • La corretta igiene orale da parte del paziente e la sua costanza nei controlli periodici.
  • L’abilità dell’implantologo.
  • Il corretto inserimento.
  • Il carico successivo corretto, ossia la pressione masticatoria che verterà sull’impianto.
  • La selezione accurata del paziente: non a tutti si possono fare impianti
  • La situazione generale di salute del paziente.

Ciò nonostante la letteratura scientifica internazionale testimonia che dopo dieci anni su 100 impianti inseriti sono ancora funzionanti 90-96 impianti, a seconda delle sedi. Certamente i controlli periodici e le sedute professionali di igiene orale prolungano di molto la durata degli impianti

E se c'è il rigetto?


Gli impianti non sono soggetti a rigetto. Ciò nonostante possono comunque fallire. Il fallimento precoce è dato dalla mancata osteointegrazione dell’impianto (leggi qui cos’è l’osteointegrazione); questo problema si risolve facilmente inserendo un nuovo impianto subito o dopo un periodo di guarigione.

Il fallimento tardivo si chiama periimplantite e consiste nell’ infiammazione dei tessuti che circondano l’impianto; è la causa di fallimento più frequente e va prevenuta grazie ai controlli e alle sedute di igiene orale professionale.

Si può mettere un impianto subito dopo aver estratto il dente?


Si ma non sempre, devono essere soddisfatte alcune condizioni:

  • La cosa più importante è la condizione del sito dopo l’estrazione. L’osso deve essere sano, integro e deve garantire la stabilità dell’impianto che deve essere fisso e non deve avere micro movimenti.
  • In generale gli impianti non vanno mai inseriti se la bocca non è sana. Quindi il paziente deve essere intervistato per escludere patologie. In particolare deve essere prima effettuata la cura di eventuale malattia parodontale.
  • Il paziente deve essere in grado di mantenere una corretta igiene orale, bisogna essere sicuri che si presenterà alle successive visite di controllo.
  • Dipende anche dalla sede dove si vuole posizionare l’ impianto: non tutte sono candidate all’ inserimento immediato. La presenza, per esempio, dei “buchi” lasciati dalle radici estratte di denti pluriradicolati, è un fattore che rende più complesso o talvolta impossibile il posizionamento dell’ impianto subito dopo l’ estrazione.

In letteratura è comunque descritto un successo inferiore degli impianti post estrattivi rispetto a quelli inseriti in osso sano.

Tutti possono ricevere gli impianti?


Assolutamente no.

Esistono controindicazioni assolute come:

  • Infarto del miocardio insorto entro 6 mesi.
  • Angina pectoris instabile.
  • Gravi emopatie non compensate, che inficiano la coagulazione del sangue.
  • Gravi malattie sistemiche.
  • Paziente sottoposto in passato a radioterapia.
  • Diabete non controllato, con emoglobina glicata >9%.
  • Paziente trattato con bifosfonati.

 

Vi sono poi alcune controindicazioni relative:

  • Malattia parodontale, che deve essere trattata prima dell’ intervento.
  • Fumo.
  • Età: si sconsiglia l’ inserimento implantare prima dei 20 anni.

Dovrà essere il dentista a selezionare i pazienti idonei e ad escludere gli altri.


Protesi


Cos'è la protesi?


La protesi dentale è un manufatto, realizzato da un Odontotecnico abilitato sotto la prescrizione di un Medico Odontoiatra, utilizzato per rimpiazzare la dentatura originaria persa o compromessa per motivi funzionali e/o estetici. Sono i cosiddetti “denti finti” che devono sembrare “veri” e che riabilitano la masticazione del paziente.

La disciplina della protesi dentaria è divisa in due branche:

  • la protesi fissa, che riabilita il paziente con denti fissi.
  • la protesi rimovibile, o mobile, che riabilita la masticazione con dispositivi che devono essere rimossi dalla bocca per le procedure di igiene quotidiana. Rientrano in questa categoria, ad esempio, le dentiere o gli scheletrati con ganci.

Cos'è la protesi mobile?


La protesi mobile consiste nella sostituzione di denti mancanti o compromessi con dispositivi protesici rimovibili come dentiere e scheletrati.

Al giorno d’oggi, grazie all’affermarsi dell’implantologia, quasi a tutti si può applicare una protesi fissa; molti pazienti, per motivi di malattie sistemiche, di mancanza di supporto osseo per gli impianti, per l’età avanzata o per motivi economici, vengono trattati con protesi rimovibili che, se ben fatte, sono confortevoli e ripristinano funzione ed estetica.

Cos'è la protesi fissa?


E’ quella disciplina odontoiatrica che si occupa della sostituzione di denti mancanti o compromessi con un manufatto fisso ancorato o ai denti sani residui o agli impianti.

  • Le corone o capsule sono manufatti di solito in porcellana che ricoprono denti compromessi per preservarli da problemi futuri e per aumentarne la resistenza.
  • I ponti invece sono costituiti da corone che vengono cementate a denti sani o a impianti all’estremità e che sorreggono altri denti, finti, nello spazio vuoto.

Spesso i ponti sono più complessi e sostituiscono molti elementi persi su più di due pilastri.

Ciò che hanno in comune ponti e corone è che non si possono rimuovere, sono denti fissi e quindi più favorevolmente accettati dai pazienti.

Si vedono i denti finti?


Dipende dai materiali usati, dall’abilità del dentista e dell’odontotecnico, dalle loro conoscenze di estetica dentale e del viso, dalla loro esperienza e dalle corrette procedure utilizzate.

I materiali che abbiamo oggi a disposizione e le ceramiche senza metallo ci consentono di ripristinare l’ estetica dentale garantendo risultati estremamente naturali. Guarda qui qualche caso clinico.

Uno studio preliminare del viso e della bocca del paziente, anche con tecniche digitali, la conoscenza dei parametri estetici e funzionali, il trattamento atraumatico e preciso dei tessuti, consentono risultati assolutamente naturali ed invisibili.

Cos'è la ceramica senza metallo?


Da molti anni l’industria dentale si dedica alla produzione di ceramiche sempre più estetiche. Un dente in ceramica non può del tutto apparire naturale se non ha un comportamento alla luce simile a quello di un dente vero, che lascia passare la luce che viene rifratta e riemessa dal dente. Il dente vero è poi fluorescente e si illumina colpito dalla luce del sole, per far passare la luce è perciò indispensabile eliminare il metallo.

Le prime ceramiche senza metallo (metal free) non erano molto performanti. Oggi invece siamo in possesso di ceramiche molto estetiche (disilicato di litio) e resistenti (zirconia), che ci consentono risultati molto naturali.

L’estetica dentale non dipende solo dai materiali ma soprattutto dalle forme, dai rapporti e dagli spazi; l’occhio umano infatti nota molto di più proporzioni dentali e forme sbagliate che variazioni di colore.

Possono migliorare l'estetica del mio sorriso?


Assolutamente si; non è però sufficiente che il dentista prepari i denti e deleghi tutto all’odontotecnico. Bisogna previsualizzare il caso finito, che va costruito in cera sul modello, applicato in bocca coi provvisori, reso estetico e funzionale e copiato poi nei definitivi che devono essere costruiti con i giusti materiali. Sono fondamentali le conoscenze del team dentista-odontotecnico e le procedure corrette.
Vedi i casi clinici (Faccette) (Riabilitazione Estetica)

Quanto durano i denti finti?


Tutti i pazienti mi chiedono quanto durino i denti finti. Io rispondo che secondo la letteratura internazionale la durata è in media 10 anni.

E’ una media che non ha molto senso; è come la storia di due persone delle quali, la prima mangia 2 polli, la seconda non mangia affatto ma la media ne attribuisce uno a testa.

La durata dei lavori odontoiatrici è multifattoriale e dipende principalmente da:

  • Come è stato realizzato il lavoro.
  • Dai materiali usati.
  • Dalla cura del mantenimento con corretta igiene orale domiciliare e in studio.
  • Dall’insorgenza o meno di patologie che ne mettono a rischio la durata, per esempio il diabete.
  • Da eventuali traumi.

É fondamentale sottoporsi a sedute periodiche di igiene orale in studio, comunicando all’equipe ogni variazione della propria salute orale e sistemica.


I Bambini dal Dentista


A che età devo portare mio figlio dal dentista la prima volta?


Verso i 3-4 anni bisognerebbe portare il bambino in studio, magari nell’occasione di un controllo dei genitori.

Il primo incontro del bambino col dentista non deve essere una visita e non devono essere fatte terapie, è appunto solo un incontro conoscitivo durante il quale il bambino gioca, vede cartoni animati, disegna in un ambiente “amico”.

Un controllo dal dentista per i bambini è consigliato ogni 6-12 mesi.

Cosa sono le sigillature?


La sigillatura è una terapia che serve a prevenire la carie, può essere effettuata solo su molari e premolari; consta nell’applicazione, assolutamente indolore, di una resina bianca sulla superficie masticante dei denti. Qui sotto descriviamo nello specifico tutta la procedura:

  • I denti vengono puliti
  • Ci si accerta che non ci siano piccole carie all’interno dei solchi che, in caso, vengono pulite molto delicatamente e in modo del tutto indolore.
  • Si tratta il dente con sostanze che lo predispongono all’incollaggio di una pasta bianca o trasparente.
  • Si appone la resina che aderisce al dente, sigillando i solchi ed impedendo il contatto fra lo smalto dentale ed i batteri che causano la carie.

La sigillatura previene la carie solo sulle superfici masticanti, per questo motivo l’igiene orale deve comunque essere accurata per evitare che la carie si formi in altre zone, come ad esempio fra un dente e l’altro.

Come prevengo le carie di mio figlio?

Già dalla gravidanza la mamma dovrebbe essere molto attenta alla sua igiene orale in modo da evitare di trasmettere al neonato i batteri della carie. Qui sotto riportiamo alcune informazioni utili per la corretta igiene orale del neonato e del bambino:

  • Le gengive dei neonati devono essere pulite con una garzetta umida.
  • Spuntati i denti da latte, continuate a pulire i dentini con la garza e appena il bimbo cresce fategli prendere confidenza con lo spazzolino, iniziando per gioco.
  • Dai 2 ai 6 anni sono i genitori che devono spazzolare i dentini del bambino con uno spazzolino morbido.
  • Dopo i sei anni utilizzate dentifrici ricchi di fluoro e controllate che il bambino sia accurato quando si lava i denti.
  • Per abbassare drasticamente il rischio di carie bisogna evitare il succhiotto con lo zucchero e l’uso del biberon per farlo addormentare. Il concetto fondamentale è che i denti devono essere puliti quando ci si corica a letto, quindi, anche se il bambino assume zuccheri la sera, è importante dirgli di lavarsi i denti prima di dormire .

Si curano i denti da latte?


I denti da latte devono essere curati. Ciò permette al bimbo di avere un ambiente orale sano, senza infezione; i denti decidui inoltre consentono l’eruzione dei definitivi nella posizione corretta.

Molti genitori corrono dal dentista solo quando il bambino ha male; la cura del dentino dolente è più invasiva, più complicata e spesso, se il bambino è troppo piccolo, impossibile da effettuare.


Igene Orale


Come si usa lo spazzolino?


Ecco un breve elenco per un corretto spazzolamento dei denti:

Lo spazzolino deve essere nuovo o non avere più di tre mesi.

  • Applicate poco dentifricio sullo spazzolino asciutto, non bagnatelo prima di lavarvi i denti.
  • Appoggiate lo spazzolino sulle superfici dei denti e procedete con lo spazzolamento in senso verticale.
  • Non spazzolate orizzontalmente perchè ciò potrebbe causare danni a denti e gengive.
  • Pulite bene tutte le superfici partendo dalle gengive e cercate di raggiungere anche le zone difficilmente detergibili, come gli ultimi molari.
  • Spazzolate le superfici interne, esterne e masticatorie di tutti i denti.
  • Non esercitate troppa pressione.
  • Spazzolate i denti per almeno un paio di minuti.
  • E’ preferibile usare uno spazzolino con setole medie, salvo diverse indicazioni date dal vostro dentista
  • Sarebbe inoltre indicato lavarsi i denti dieci minuti dopo i pasti principali.

Se trovate difficoltà usando lo spazzolino manuale potete utilizzare quello elettrico, che garantisce ottimi risultati.

Devo usare il filo interdentale? Come si usa?


Si, il filo interdentale va usato ed è un ottimo presidio per pulire le superfici fra dente e dente, non raggiungibili dallo spazzolino.

  • Tagliate un pezzo di filo interdentale non cerato (pulisce meglio) di circa 20 cm.
  • Arrotolate i capi attorno ai medi e tendetelo con gli indici.
  • Inserite il filo negli spazi interdentali con un movimento delicato orizzontale fino a farlo scendere.
  • Avvolgete un dente alla volta e strisciate il filo dalla base fino alla corona.
  • Ripetete la procedura sul dente vicino e così via.
  • Sarebbe meglio passare il filo prima di usare lo spazzolino.

Cos'è la placca batterica?


La placca è costituita da batteri adesi alle superfici dei denti.

La saliva ricopre le superfici degli elementi dentari tramite una “pellicola” proteica che viene colonizzata dai batteri presenti in bocca; questi si cibano di zuccheri e producono un acido che scioglie lo smalto. È così che si forma la carie.

La placca si accumula soprattutto nello spazio fra un dente e l’altro, alla base degli stessi, nei solchi e nelle fossette.

Una volta “bucato” lo smalto, lo strato più superficiale, i batteri hanno libero accesso agli strati profondi del dente fino ad arrivare alla polpa e allora… sono dolori!

Quando avvertiamo dolore, la carie ha raggiunto il nervo e l’elemento deve essere devitalizzato. Meglio curarlo prima, non credete?

La placca in certe zone calcifica dando origine al tartaro che periodicamente deve essere rimosso grazie ad una seduta di igiene professionale.

Perchè ho l'alito cattivo?


L’alito cattivo si definisce alitosi, le cause di questo problema sono molte.
Quasi sempre questo disturbo origina della bocca e le possibili cause sono:

  • Una cattiva igiene orale.
  • Infezioni gengivali e parodontali (piorrea).
  • La presenza di carie.
  • Alimenti particolari.
  • Il fumo.
  • L’alcool

Il cibo che ristagna in bocca va incontro a processi di putrefazione che causano il cattivo odore. Anche la xerostomia, scarsa salivazione, può esserne causa.

Altre volte, invece, l’alitosi è causata da patologie che non hanno nulla a che fare con la bocca, come per esempio:

  • Il reflusso gastroesofageo.
  • Il diabete.
  • La cirrosi epatica.
  • Tonsilliti.
  • Bronchiti.

Il ruolo del dentista in questi casi è quello di individuare la patologia che causa il disturbo; se questa non fosse di sua pertinenza, dovrà indirizzare il paziente verso uno specialista di riferimento.

Chi è abilitato ad eseguire un’igiene professionale all’interno di uno studio odontoiatrico?


Esiste una figura professionale deputata alla pulizia dei denti e alla prevenzione chiamata igienista dentale. Sono professionisti laureati in igiene dentale che, con i dentisti, sono gli unici abilitati a svolgere questo compito.


Conservativa


Cosa sono le carie?


Sono lesioni dei denti causate dagli acidi prodotti dai batteri in seguito al metabolismo degli zuccheri. L’acido corrode e buca lo smalto dei denti fino a raggiungere il tessuto sottostante che si chiama dentina. La dentina è più tenera e perciò più aggredibile dai batteri che la infiltrano fino a raggiungere la camera pulpare; questa è una cavità dentro la quale ci sono vasi sanguigni e nervi.

Solo una volta infiammati questi tessuti, si instaura la pulpite con la comparsa di dolore che può essere anche molto forte. A questo punto la cura della carie non è più sufficiente ed è necessario devitalizzare il dente, leggi qui sotto di cosa si tratta. Clicca qui e leggi l’articolo.

Si devono curare le carie anche se non fanno male?


E’ importantissimo curare la carie quando ancora non fa male, prima che si approfondisca fino a raggiungere il nervo. Se la carie raggiunge la polpa si avverte un dolore molto intenso; in tal caso la semplice otturazione non è sufficiente: si dovrà provvedere alla devitalizzazione del dente, indebolendolo, e i tempi alla poltrona, insieme ai costi, aumenteranno.

Come si cura la carie?


Si rimuove il tessuto cariato dallo smalto e dalla dentina, che appaiono rammolliti. L’asportazione della dentina deve essere eseguita fino a raggiungere il tessuto sano che si riconosce perché è molto più duro. Una volta rimossa la carie, il dente va otturato. Vi spieghiamo come:

  • Si modella la cavità ottenuta perché sia idonea ad accogliere la pasta per l’otturazione.
  • Si tratta il dente con sostanze che consentono alla pasta di aderire.
  • Si applica la pasta.
  • La si fa indurire mediante l’uso di lampade che emettono luce ultravioletta.
  • Si rifinisce l’otturazione con delle frese apposite, per consentire una masticazione corretta.
  • La si lucida con dei gommini.

Oggi si usa come pasta da otturazione il composito, che è di colore bianco e aderisce al dente.

L’otturazione deve essere effettuata sotto diga di gomma, che è una membrana che isola il dente dall’ambiente orale. Per saperne di più clicca qui.


Devitalizzazioni


Che cos'è la devitalizzazione?


La devitalizzazione consiste nell’asportazione della polpa di un dente; il canale radicolare viene poi otturato con un materiale di origine vegetale:la gutta percha. Di seguito riportiamo tutti i passaggi di questa procedura:

  • Viene asportata la polpa dentale, ossia vasi sanguigni e nervi.
  • La camera pulpare ed i canali che corrono lungo le radici del dente vengono sterilizzati.
  • I canali vengono allargati e sagomati.
  • Queste strutture vengono otturate con la gutta percha.

La devitalizzazione è un atto chirurgico, pertanto è obbligatorio l’uso della diga di gomma che isola il dente dall’ambiente orale. Per saperne di più clicca qui.

Quando si devitalizza un dente?


La patologia principale che rende necessaria la devitalizzazione è la carie che raggiunge ed infiamma la polpa (vasi sanguigni e nervo all’interno del dente). Ci sono però anche altre cause, le più frequenti sono:

  • Traumi dentali.
  • Sensibilità dentinale incoercibile con le normali tecniche di desensibilizzazione.

Il dente devitalizzato non si caria più?


Il dente devitalizzato può cariarsi, la devitalizzazione non diminuisce il rischio di carie. E’ perciò molto importante la prevenzione per evitare le carie e una buona igiene orale anche in presenza di denti devitalizzati

Può fare ancora male un dente devitalizzato?


Subito dopo la devitalizzazione il dente può essere ancora dolente. Il dolore decresce progressivamente fino a scomparire.

Il dente devitalizzato può far male anche dopo anni a causa di cure canalari mal eseguite o per l’instaurarsi di fratture. Un elemento trattato con questa procedura è infatti più fragile e più soggetto alle fratture.

Talvolta il dente può presentare dei canali secondari microscopici, non detergibili che sono praticamente impossibili da otturare; in questo caso, anche se la devitalizzazione è stata ben eseguita, vi può essere la formazione di granulomi o di ascessi che rendono necessario il ritrattamento del dente.

Non sempre il reintervento migliora il quadro clinico. In tal caso si può intervenire chirurgicamente asportando la punta della radice malata. Questo intervento si chiama apicectomia. Se nemmeno questa procedura funziona l’unica possibilità è l’estrazione.


Parodontologia


Cos'è la malattia parodontale?

La semplice infiammazione delle gengive si chiama gengivite. Quando l’infiammazione colpisce l’osso si instaura la parodontite che porta progressivamente alla perdita ossea e del dente.

La causa più importante è la placca batterica che si accumula fra denti e gengive. Per saperne di più leggi questo articolo.