Studio Dentistico Michele D'Amelio

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Bruxismo: come si riconosce?

Occupiamoci di bruxismo: come si riconosce questo fastidioso disturbo? Innanzitutto spieghiamo di cosa si tratta questa problematica orale e quali danni apporta alla dentatura.

Soffrire di bruxismo, significa avere la tendenza a digrignare e stringere i denti, in particolare durante le ore di sonno. Per questo motivo, il più delle volte, chi è affetto, non riesce a capire da solo se “bruxa”.

Molto spesso è il dentista, durante la visita odontoiatrica di controllo, ad accorgersi del problema. Lo specialista può osservare lo stato di usura dello smalto e, quando piuttosto consumato, consigliare al paziente di approfondire la diagnosi.

Talvolta è la persona che normalmente dorme vicino al paziente stesso, dopo aver avvertito rumori e scricchiolii, ad avvisarlo in merito all’avvenuto digrignamento notturno.

Il bruxismo colpisce soggetti di tutte le età, è una parafunzione prevalentemente di natura neurologica o psicologica, che coinvolge l’intero apparato mandibolare.

I danni apportati alla dentatura, non sono assolutamente da sottovalutare: abrasione dello smalto, anche di severa entità e disturbi all’articolazione della mandibola, sono tra i primi motivi per cui è importante diagnosticare al più presto la malattia dentale.  

Quali sono i sintomi del bruxismo?

Ma quali sono i sintomi del bruxismo? Anche se, come abbiamo detto, non sempre è facile riconoscerlo da soli, ecco alcuni dei fattori che potrebbero portarti a sospettare di digrignare i denti la notte:

  • Sensazione di dolore o tensione mandibolare, che si avverte soprattutto al mattino.
  • Dolore delle arcate dentali, che si manifesta senza apparenti motivi.
  • Evidente appiattimento e abrasione dei denti.
  • Difficoltà ad aprire molto la bocca, come ad esempio nell’azione di sbadigliare.
  • Cefalee e mal di testa ricorrenti.
  • Fratture o scheggiature di denti apparentemente sani.
  • raramente alterazione del grado di sensibilità dentinale (caldo/freddo).

Alcuni dei sintomi sopra descritti, possono ricondurre anche ad altre patologie, perciò, come abbiamo detto, è sempre bene rivolgersi al proprio odontoiatra di fiducia, per una visita completa.

Cause del bruxismo

Il bruxismo ha prevalentemente cause psicologiche o neurologiche e, al contrario di ciò che si pensava in passato, sembra non avere correlazione con problemi di errata occlusione dentale. Pare che il fenomeno sia strettamente legato al grado di stress dell’individuo, alle ansie e preoccupazioni, nonché alla qualità delle ore di sonno.

È importante sapere che anche un’eccessiva assunzione di alcool, caffeina e il fumo di sigaretta, concorrono all’aggravarsi del fastidioso digrignamento notturno o diurno dei denti.

Parliamo di bruxismo primario (detto anche idiopatico), quando si manifesta in soggetti sani sembrerebbe essere un modo di scaricare lo stress accumulato durante il giorno.

Questo accade continuativamente in alcune persone, mentre altre hanno l’abitudine di bruxare, soltanto in particolari periodi o in concomitanza di eventi negativi o spiacevoli e periodi di forte stress.

Nel caso del bruxismo secondario invece, la parafunzione è generata in seguito all’assunzione di particolari psicofarmaci che agiscono sul sistema psicosomatico, o anche antidepressivi, sostanze stupefacenti e fortemente eccitanti.

Come sconfiggere il bruxismo?

Sconfiggere il bruxismo non è un’impresa semplice, ma è possibile limitarne i danni e alleviarne i fastidi, attraverso l’utilizzo costante di particolari dispositivi odontoiatrici, detti bite.

Si tratta di placche in resina trasparente, costruite su misura attraverso impronte di precisione, da collocare tra le due arcate dentarie. Tale dispositivo, funge come una sorta di “cuscinetto” che, oltre a impedire ai denti di toccarsi, ha la funzione di rilassare la muscolatura.

In questo modo, si impedisce lo sfregamento e si riesce a proteggere le superfici dentali e lo smalto dall’abrasione. Il bite deve essere costruito soltanto sotto prescrizione del dentista, poiché un dispositivo mal progettato o un utilizzo errato, potrebbe favorire l’aggravarsi del problema.

L’uso del bite non è necessariamente riservato alle ore notturne, potrebbe essere utile indossarlo anche durante il giorno, ove si ritenga opportuno.

Purtroppo, non è semplice abbandonare l’abitudine a digrignare i denti. Per poterlo fare, sarebbe utile andare a scoprire, insieme a uno specialista, se ci sono particolari cause psicologiche che scatenano il problema. Contemporaneamente, si dovrebbero provare a eliminare le fonti di stress o ansia che causano questo disturbo, cosa non sempre facile da fare.

Per poter ridurre il digrignamento notturno, è consigliabile inoltre limitare il consumo di caffeina e alcool, come anche diminuire o sospendere l’abitudine di fumare e l’eventuale assunzione di sostanze eccitanti o stupefacenti.

Se ti sei accorto che stringi o digrigni i denti la notte, oppure hai notato alcuni dei sintomi che ti abbiamo elencato in questo articolo, potresti avere problemi di bruxismo. Ti consigliamo perciò, di rivolgerti al nostro studio dentistico D’Amelio di Mestre, per effettuare subito un’accurata visita odontoiatrica che ti aiuterà a scoprire se sei affetto da bruxismo.

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