Studio Dentistico Michele D'Amelio

Orario: : da lunedì a giovedì 9-13 15-19, venerdì 9-17
  Contatti: : 041958736

Parodontite: come salvare i denti?

Oggi parliamo di parodontite: come salvare i denti, se si è affetti da questa malattia dentale? Conosciuta più comunemente come piorrea (o parodontopatia), si tratta di una patologia che colpisce la struttura di sostegno dei denti, compromettendo in maniera più o meno grave la stabilità degli stessi.

Il parodonto, ovvero l’insieme dei tessuti che circondano la dentatura, è composto da quattro elementi: gengiva, legamento parodontale, osso alveolare e cemento radicolare.

Per potere mantenere in buona salute i tessuti parodontali, è necessario seguire costantemente un corretto programma di igiene dentale, sia domiciliare che professionale. Se per qualche ragione quest’ultima viene a mancare, per un periodo di tempo più o meno lungo, i batteri hanno modo di insinuarsi all’interno degli spazi interdentali e soprattutto sotto i margini gengivali, causando infiammazioni e pericolose gengiviti.

Una gengivite non trattata o sottovalutata può dar luogo, con il passare del tempo, a un indebolimento dell’intero parodonto. La flora batterica, se non rimossa in tempo, tende a calcificarsi e inizia ad agire indisturbata sotto il bordo gengivale, generando un’infiammazione cronica che determina uno spazio eccessivo tra il dente e la gengiva (la cosiddetta tasca).

In presenza di una o più tasche parodontali, si rendono difficili le normali manovre di pulizia e soltanto l’igienista o il dentista di fiducia, potranno arrivare a ripristinare la salute nella zona interessata.

Ove si evidenzia una tasca, significa che è presente una perdita più o meno elevata di tessuto osseo, la quale, nei casi più gravi, può manifestarsi con ascessi parodontali frequenti o con fenomeni di mobilità dentale.

Sintomi e cause della parodontite

Vediamo insieme quali possono essere i principali sintomi e le cause della parodontite. Diagnosticare precocemente la malattia parodontale, è davvero molto importante per poterla curare nel migliore dei modi e salvare i denti, in maniera da rimandare il più possibile o evitare la loro estrazione. I primi sintomi di una iniziale sofferenza del parodonto, che devono rappresentare un campanello d’allarme, possono essere:

  • Alito cattivo, dovuto al metabolismo dei batteri, che si moltiplicano all’interno delle tasche parodontali;
  • Arrossamento e sanguinamento gengivale, che si manifesta spontaneamente o durante lo spazzolamento;
  • Recessione delle gengive, non riconducibile a traumi o manovre di pulizia troppo aggressive.

Tali sintomi, vengono talvolta erroneamente sottovalutati: è proprio per questo motivo che la sofferenza dei tessuti progredisce e la parodontopatia ha modo di agire indisturbata per lunghi periodi. Spesso, è proprio l’igienista, durante la seduta di pulizia professionale, ad accorgersi del problema e a suggerire al paziente la giusta terapia da adottare.

Nelle fasi più avanzate della malattia, si evidenzia un peggioramento dei sintomi e si può andare incontro a:

  • Ascessi  parodontali, associati a formazioni di pus;
  • Grossi accumuli di placca e tartaro sotto i margini, che fanno assumere alla gengiva un colore violaceo o rosso scuro;
  • Mobilità dei denti, che può essere di leggera o notevole entità, segno che la patologia è a uno stadio avanzato.

Come abbiamo detto, una delle prime cause della parodontite, è senz’altro una scarsa o insufficiente igiene orale, ma ci sono anche altri fattori che possono incidere sull’insorgenza e sull’aggravamento della malattia.

Tra questi, la patologia che spicca su tutte le altre è indubbiamente il diabete. Inoltre, nei forti fumatori si verifica un’incidenza dei casi di piorrea, poiché il tabagismo favorisce la proliferazione di batteri nocivi all’interno del cavo orale, oltre a rallentare la circolazione a livello dei tessuti e ad indebolire la risposta immunitaria del soggetto. Anche l’ereditarietà, è un fattore di rischio da non sottovalutare.

Parodontite: cure e rimedi

Per poter salvare i denti dalla parodontite, serve un’azione tempestiva e mirata di igienisti e medici specializzati in parodontologia, che agiscano in sinergia su più fronti. In primo luogo, si procede a una seduta di igiene dentale, seguita da un’accurata pulizia sottogengivale, mirata a eliminare gli accumuli di placca e tartaro più profondi.

Dopodiché, è fondamentale intraprendere la cosiddetta terapia causale: ossia un trattamento non chirurgico atto ad eliminare le cause della malattia parodontale. Entrando nello specifico, le tasche parodontali vengono trattate con alcune sedute di levigatura radicolare (detta anche scaling o curettage), effettuate impiegando appositi strumenti, le curette, in grado di rimuovere efficacemente gli accumuli di tartaro sottogengivale.

Questa terapia, viene eseguita a settori, dedicando un’ora di tempo a ciascun quadrante della bocca; il tutto senza far sentire al paziente nessun dolore, utilizzando l’anestesia locale.

Ove la levigatura delle radici non sia sufficiente, si procede al trattamento delle tasche parodontali con interventi di chirurgia. Questa è rivolta a eliminare le tasche rimodellando il margine osseo e/o aggiungendo osso qualora possibile.

Se vuoi effettuare un controllo, o sospetti di avere problemi gengivali riconducibili alla parodontite e vuoi sapere come salvare i tuoi denti, contatta il nostro studio dentistico D’Amelio di Mestre. Troverai igienisti e medici esperti in parodontologia, a tua disposizione per una consulenza, che insieme si occuperanno della tua salute orale, trovando la soluzione più giusta per te.

Commenti

commenti

Send this to a friend